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La percezione dei figli e la reattività dei genitori nel contesto sportivo

Tradizionalmente, le conseguenze del coinvolgimento dei genitori nello sport sono state considerate sulla base di una visione dicotomica, positiva o negativa, di supporto o di pressione (Knight et al., 2017). Utilizzando questo approccio, si è generalmente concluso che, quando i genitori mostrano un coinvolgimento solidale, considerato un comportamento che facilita la partecipazione sportiva di un bambino, ciò porterà a risultati positivi (Knight, 2019). Ad esempio, l’incoraggiamento, l’offerta di opportunità sportive, il supporto incondizionato ed emotivo, nonché il supporto tangibile, sono stati associati ad un aumento del divertimento e dell’autostima (Furusa et al., 2021), miglioramento delle prestazioni e della partecipazione sportiva e riduzione dell’ansia (Hoyle e Left, 1997). Inoltre, il coinvolgimento di supporto è visto positivamente dagli allenatori (Lauer ef al., 2010) e può migliorare la qualità della relazione genitore-allenatore (Knight e Gould, 2016) e della relazione allenatore-atleta (Jowett e Timson-Katchis, 2005; Wall et al., 2019).

 

reattività genitori

Al contrario, avere aspettative irraggiungibili (Hoyle e Left, 1997) o essere critici, così come i tipi di coinvolgimento pressanti, sono generalmente associati a esiti negativi come minore divertimento, aumento di ansia, motivazione e noia, burnout e abbandono (vedere Dorsch et al., 2021 per la revisione). Inoltre, si ritiene che i comportamenti di pressione abbiano un impatto negativo sugli allenatori in quanto possono portare i genitori a interferire nella formazione, a criticare gli allenatori o a mettere in discussione le loro decisioni (Gould et al., 2005; Lauer et al., 2010). Di conseguenza, la pressione dei genitori può danneggiare la triade genitore-atleta-allenatore (Gould et al., 2008; Knight e Harwood, 2009).

 

Tuttavia, anziché considerare esclusivamente il comportamento dei genitori, è necessario prendere in considerazione anche la percezione degli atleti rispetto al loro comportamento (Knight, 2019). Infatti, data la complessità del coinvolgimento genitoriale, non è possibile produrre un elenco definitivo di comportamenti che tutti i genitori dovrebbero fare o evitare per garantire risultati positivi ed evitare quelli negativi (Knight et al., 2017). Però, le preferenze dei bambini forniscono spunti importanti per orientare il coinvolgimento e il sostegno dei genitori nello sport.

 

Diversi studi hanno utilizzato approcci di ricerca incentrati sul bambino e hanno indicato che vorrebbero genitori concentrati sullo sforzo piuttosto che sui risultati, che rispettino l’etica sportiva, e che abbinino i loro comportamenti non verbali a commenti di supporto, incoraggiando anche l’intera squadra (Knight et al., 2010). Inoltre, i bambini preferiscono che i genitori forniscano consigli pratici sulla preparazione e il recupero dalla competizione (Knight et al., 2010) e controllino le loro emozioni durante la gara (Omli e Wiese-Bjornstal, 2011).

 

L'importanza della reazione dei genitori ai bisogni e alle preferenze individuali del bambino è in linea con l'idea di reattività del sostegno (Reis et al., 2004). Il costrutto della reattività percepita comprende tre componenti chiave:

  • la comprensione, che tiene conto della percezione che il genitore comprenda il sé fondamentale del bambino, ad esempio i suoi bisogni e i desideri;

  • la convalida, che è la percezione che l’altro rispetta o apprezza la visione di sé altrui, ad esempio esprimendo simpatia e incoraggiamenti, valutando capacità e opinioni;

  • il prendersi cura, che descrive la percezione che il soggetto esprima calore, affetto e interesse per l'individuo.

 

Lavori recenti nello sport hanno dimostrato che la reattività influenza positivamente le esperienze dei bambini, in particolare per raggiungere gli obiettivi e gestire le preoccupazioni (Rouquette et al., 2021a, 2021b). Nel complesso, queste prove preliminari suggeriscono che facilitare la reattività dei genitori può essere un fattore chiave per migliorare il loro coinvolgimento e successivamente influenzare positivamente la percezione di sé dei bambini (ad esempio l’autoefficacia e l’autostima), nonchè il benessere del contesto sportivo.

 

Concludendo, data l'importanza dei genitori nello sport giovanile, è stato suggerito che gli allenatori, i club e le organizzazioni sportive dovrebbero lavorare, magari aiutati da Psicologi dello Sport, per creare culture più positive per i genitori, in cui si sentano accolti e rispettati, ma soprattutto valutati come membri della stessa squadra per sostenere il bambino a 360 gradi (Newport et al., 2021).

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